Berlusconi ricusa giudici per Mills, legali lasciano processo Ruby
MILANO, 27 GENNAIO - Silvio Berlusconi è pronto a ricusare i giudici nel processo in cui è imputato di corruzione in atti giudiziari per il caso Mills. I suoi legali, Niccolò Ghedini e Piero Longo, stanno scrivendo l'istanza di ricusazione che sarà depositata in corte d'appello, dove i giudici della quinta sezione decideranno in merito. La ricusazione fa riferimento alla decisione del collegio della decima sezione penale, che giovedì aveva revocato la seconda parte della deposizione di tre testimoni. I giudici avevano fatto riferimento al principio della ragionevole durata del processo e all'imminente rischio di prescrizione. La ricusazione sospende i termini di prescrizione e i giudici possono andare avanti con il processo ma non possono emettere la sentenza. Devono aspettare per questo la decisione in merito alla ricusazione.Inoltre, Ghedini e Longo hanno lasciato il campo ai loro sostituti processuali, Giorgio Perroni e Filippo Dinacci, nel processo Ruby. Hanno detto: "Siamo indignati, abbiamo un processo al giorno e avevamo solo chiesto di rimodulare il calendario delle udienze in modo da averne uno decente e ci è stato risposto dai giudici che decideranno a fine udienza. Non si possono trattare così gli avvocati".
"Avevamo chiesto un rinvio di mezz'ora dell'udienza di lunedì 30 perché alle 9 Berlusconi ha un altro processo davanti al gup di Milano (udienza preliminare Unipol-Bnl, ndr) e deve fare le sue dichiarazioni spontanee - ha ricordato Ghedini - poi volevano far slittare l'udienza del 10 febbraio per poi recuperarla perché il 9 al processo Mills che sta finendo c'è la requisitoria del pm, e l'11 sono previste le nostre arringhe. Ma ci si può comportare in questo modo? Ma che modo è di trattare gli avvocati e di fare i processi? Come ci si può difendere?".
27/01/2012