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08 febbraio 2012

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Dal Papa rosari benedetti ai minatori
Guerra tra mogli e amanti per i sussidi

Una luce accesa continuamente sui minatori cileni intrappolati nella miniera, anche quando i riflettori - con il passare dei giorni e delle settimane - rischieranno di spegnersi: è quanto farà Italytime fornendo ogni giorno notizie sulla vicenda e sul suo evolversi. Un filo ideale di attenzione e di soliderietà, tra l'Italia e il Cile, tra storie di un passato indimenticato - come la tragedia di Marcinelle - e un dramma attuale che, tutti, ci auguriamo si concluda nel migliore dei modi

Rosari benedetti dal Papa per i minatori cileni intrappolati a 700 metri di profondità: li ha consegnati ieri l'arcivescovo di Santiago del Cile, cardinale Francisco Javier Errazuriz Ossa. Lo scrive oggi l'Osservatore romano.
Il porporato, che ha celebrato una messa vicino all'entrata della miniera alla quale hanno partecipato parenti e amici dei lavoratori, ha ricordato il gesto di Benedetto XVI, che domenica scorsa ha avuto parole speciali, durante la recita dell'Angelus, per esprimere vicinanza ai minatori cileni e alle loro famiglie, assicurando la sua preghiera per una rapida liberazione. Affetto e preoccupazione che il Santo Padre ha voluto ulteriormente manifestare inviando appunto un rosario benedetto a ciascuno dei lavoratori coinvolti.
"È impressionante come questo fatto ci abbia unito tutti come una famiglia e che non ci sia nessuno in Cile che non segua giorno dopo giorno ciò che accade" ai minatori di San José, ha detto il cardinale Errazuriz Ossa nel corso di una conferenza stampa.
I trentatré minatori, scrive il giornale, ricevono alimenti, medicinali e altro attraverso grossi tubi di plastica lunghi settecento metri; sono stati invitati dai soccorritori a dividersi in due gruppi, per dormire in due turni e simulare in questo modo il giorno e la notte. A ognuno è stato assegnato un compito specifico con la creazione di squadre di quattro minatori più un capo che a turno gestiscono i tubi da cui arrivano viveri e rifornimenti. Presto i minatori potranno vedere e parlare ai loro cari da un cavo in fibra ottica che permetterà le videochiamate. Si prevede che ci vorranno fra i tre e i quattro mesi per riportarli in superfice.
Intanto fanno gola i sussidi promessi dal governo cileno ai familiari dei 33 minatori rimasti chiusi dentro la miniera cilena di San Esteban. A Camp Hope, scrive oggi il giornale britannico Daily Telegraph, si sono presentate tantissime donne che sostengono di essere le legittime che compagne degli operai che devono essere tratti in salvo. E sono ovviamente molte più di 33.
Almeno cinque mogli sono state costrette a un faccia a faccia con amanti delle quali i mariti, intrappolati in una cava a oltre 700 metri di profondità dallo scorso 5 agosto, avevano ovviamente nascosto l'esistenza.
L'amore di uno dei minatori è stato rivendicato addirittura da quattro donne. L'uomo avrebbe una moglie 'ufficiale' con cui non vive ma da cui non ha mai divorziato, una convivente, la madre di un bambino nato da una relazione occasionale anni fa, e una donna che sostiene di essere la sua amante: tutte e quattro a Camp Hope per far valere i loro diritti.
Secondo il giornale britannico, i responsabili del governo stanno pensando ora di chiedere ai 33 minatori intrappolati di indicare i nominativi delle donne alle quali vogliono sia versato il denaro, per risolvere la spinosa questione.
"Ci sono state molte discussioni tra donne...", ha ammesso una delle operatrici della Croce rossa, Marta Flores, "la controversia ha purtroppo origine da questioni di denaro. Alcuni minatori hanno figli da donne diverse e tutte si sono presentate a rivendicare la loro parte. Ho incontrato cinque famiglie in questa situazione ma sono sicura che sono di più". Alcune donne sono arrivate a Camp Hope proprio per scoprire se i loro compagni avessero già moglie o figli dei quali non sapevano nulla. "Chi ama sinceramente il proprio uomo se ne va con calma, perchè non vuole creare alcun dolore aggiuntivo alla famiglie, ma altre hanno scatenato una battaglia", ha aggiunto l'operatrice.
La squadra di psicologici incaricata di salvaguardare la salute mentale dei minatori intrappolati sta cercando di impedire che gli operai siano informati di simili sviluppi. Uno dei minatori intrappolati, Yonni Barrios Rojas, si è rivelato cruciale per aiutare i compagni, grazie al suo addestramento al fatto che aveva ricevuto una formazione per il primo soccorso: anche lui è tra quelli che dovranno spiegare qualcosa alla propria consorte quando sarà riportato in superficie. Sua moglie, la 56enne Marta Salinas, ha scoperto che il marito aveva un amante quando ha visto un'altra donna partecipare a una veglia per lui. La donna, Susana Valenzuela, ha detto di averlo incontrato al corso di addestramento cinque anni fa e che lui voleva separarsi dalla moglie per andare a vivere con lei...

03/09/2010


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