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08 febbraio 2012

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Verdini: nella sua banca gravi irregolarità

Gli ispettori di Bankitalia che dal 25 febbraio al 21 maggio scorsi hanno compiuto accertamenti al Credito Cooperativo Fiorentino (Ccf) - la cui conseguenza e' stata l'amministrazione straordinaria dell'istituto, a lungo presieduto dall'on. Denis Verdini - hanno riscontrato ''gravi carenze ed irregolarita''' in materia di antiriciclaggio. Lo si rileva dalla delibera del 20 luglio scorso inviata al Ministro dell'Economia e alla Segreteria del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr), del cui contenuto l'ANSA e' a conoscenza. Nel paragrafo antiriciclaggio sono citate alcune operazioni, una delle quali riguarda una societa' editoriale riconducibile proprio a Verdini, che hanno determinato l'interesse degli ispettori.
Sono diverse le anomalie e le irregolarita' rilevate dagli ispettori di Bankitalia nella gestione delle relazioni creditizie da parte del Credito Cooperativo Fiorentino, la banca per 20 anni presieduta da Denis Verdini, finita nell'inchiesta P3 e commissariata il mese scorso con decreto del ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Nella delibera inviata al ministro e alla segreteria del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr) - del cui contenuto l'ANSA e' a conoscenza - sono stati giudicati ''inadeguati'' l'esame preventivo e la successiva gestione dei finanziamenti (uno dei quali ad una societa' facente capo a Verdini) accordati per preliminari di acquisto di immobili o di partecipazioni, la cui compravendita non e' stata poi perfezionata. Inoltre - hanno rilevato gli ispettori - sono stati accordati fidi, per quasi sei milioni di euro, non assistiti da garanzia, a soggetti legati da rapporti di lavoro o di affari con la Bpt (riconducibile al gruppo Fusi-Bartolomei) per finanziare un'operazione sospetta di acquisto di appartamenti da una societa' controllata dalla stessa Bpt. Infine - sempre secondo i rilievi degli 007 dell'Istituto di Vigilanza - sono stati concessi finanziamenti ad alcune cooperative edilizie, di fatto utilizzati, attraverso articolati trasferimenti finanziari, per favorire il rientro di una societa' affidata dall'istituto fiorentino e in stato di difficolta'. Piu' in generale, Bankitalia ha valutato inadeguate le istruttorie per la concessione del credito, trascurato il tema della concentrazione degli impieghi, inefficace la gestione delle posizioni anomale e non tempestive le azioni di recupero. Particolarmente carente, infine, e' risultata - secondo gli ispettori della Vigilanza - la funzione di ''internal auditing'' (finalizzata al miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza dell'organizzazione), che ha mancato, in particolare, ''di svolgere approfondimenti sul comparto creditizio''. (ANSA)

14/08/2010


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