Il titolo della laurea nei concorsi,
il governo fa marcia indietro
PARMA, 27 GENNAIO - Soddisfazione per lo stop del provvedimento sulvalore legale del titolo di studio da parte degli studenti della Rete della Conoscenza. «Dopo una settimana
di annunci e polemiche, dagli insulti di Martone alla dichiarata intenzione di abolire il valore legale del titolo di studi, si è svolto oggi il Consiglio dei Ministri che ha presentato il provvedimento sulle
'semplificazionì. Apprendiamo con grande soddisfazione - afferma la rete della conoscenza - che, dopo le proteste avvenute in tutta Italia nei giorni scorsi, che hanno visto il ministro Profumo contestato in più occasioni, il Governo ha deciso di non procedere con l'abolizione del valore legale del titolo di studio.
"Evidentemente - sottolinea - la pronta reazione degli studenti ha fatto desistere almeno per ora il Governo dal mettere in atto un provvedimento del genere, che avrebbe leso fortemente il diritto ad una formazione di qualità e accessibile a tutti. Il presidente Monti ha annunciato che il governo aprirà nella prossime settimane una consultazione pubblica sul tema del valore legale del titolo di studio, pubblicando un documento su Internet e chiedendo a tutti di esprimere il proprio punto di vista".
"Noi vogliamo contare. Gli studenti e le studentesse della Rete della Conoscenza - annunciano - parteciperanno a questa consultazione con la forza delle proprie idee. Invitiamo
tutte le studentesse e gli studenti a mobilitarsi, a dire la propria, a intervenire in difesa dell'università pubblica e della dignità e della qualità della propria preparazione. Abolire il valore legale del titolo di studio significa aprire la strada alla competizione economica tra gli atenei, un ulteriore tassello nella direzione della privatizzazione dell'università e a fortissime discriminazioni tra gli studenti".
27/01/2012